venerdì 1 gennaio 2010

Differenze con lo stesso tono


Foto-montaje: Leandro Feales
La mia casella di posta elettronica si è riempita di Natale, di uno strano Nalate di consolazione o disperazione: le teorie sul "male", così  ho finito per battezzarlo, che ci affligge. Ho ricevuto messaggi da  tutti gli spettri della posizione politico-ideologica , alcuni si giustificano-scrivermi sembra un lungo cammino nel prendere posizione sulla situazione nazionale - e mi mandano messaggi strani per terzi che non hanno tempo, nè paura, per rispondere.

Per fortuna non è la folla di strani anonimi dialogatori  quello che mi ispira, ma i miei amici, io ei miei amici, sparsi, confusi, fiduciosi, desolati, lontani, spaventati e soli, cercando di salvare i nostri legami, di trovare un punto in comune che ci leghi in questa coscienza che di tanto  voler essere una è diventata nessuna.

 I miei amici mi mi fanno delle domande, ma io non ho delle risposte, mi consigliano ma non li voglio ascoltare, gli spiego  ma mi  fraintendono, mi vogliono bene ma non li posso abbracciare. Siamo stati la generazione zero, la perdita, la Y, il post-rivoluzione, siamo stati tutti senza aver  fatto nulla.

 Saremmo dovuti essere il blocco monolitico che avrebbe immortalato una rivoluzione fatta dai comuni mortali, ma la densità fu così alta che alla fine scoppiammo in atomi per tutto il pianeta: la generazione del Big Bang.Siamo stati sparati su di un proiettile che non era nemmeno nostro: senza Colpa, senza risposta, senza Fede, i Figli della Paura e della Distanza.
I miei amici e io ci abbiamo provato -Gmail sa che ce l'abbiamo messa tutta- ma siamo finiti diluiti nel cambio di secolo  e per colpa di chi ... Cristo, Fidel o l'anno zero?. Facciamo dei dibattiti sulla coscienza, sul mercato e sul fatalismo geografico. Nessuno lo sa, ma per noi - i figli  della disinformazione - il mondo è teoria e speculazione. Cos'è l'antitesi se la tesi non esiste?I miei amici ed Io siamo l'universo personale, il ritorno alla soggettività, all'introspezione, all'esperienza di vita come sumun per la conoscenza. Non ci capiamo  pienamente, ci tolleriamo con affetto e non ci mettiamo d'accordo perché, in fondo, ognuno parla dalla ridicola disperazione di sentirsi l'ultimo dei cubani.


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