venerdì 12 febbraio 2010

Nudi davanti al Potere


Foto:Claudio Fuentes Madan

Punto y Coma faceva animazione in un circolo in Dos Gardenias quando avevo 18 anni, andavo ogni settimana a vederli con una mia amica che viveva a Playa. Intorno a quella data un'perazione enorme, conosciuta popolarmente come La Feccia -prendeva ogni donna che andasse sola in giro, sotto il presunto sospetto di prostituzione.

La mia amica ed Io ci fermammo nella funesta Quinta Avenida (Quinto Viale) , non sapevamo che fosse il centro delle operazioni della polizia, e cominciammo a fare autostop.
Alla prima auto che si è fermata, indubbiamente piena di cubani, abbiamo chiesto innocentemente:

- Andate dritto?
Con mio grande stupore un ragazzo saltò fuori dalla macchina e mi mise sul viso un tesserino del DTI, Dipartimento Tecnico Investigazioni, mentre che con l'altra mano mi afferrò per il collo e senza che io potessi respirare, mi gettò nella parte posteriore della vettura, 5 secondi dopo mi è piombata addosso la mia amica.

Una volta dentro ho scoperto che stavo battendo ed ero stata arrestata per l'esercizio illegale della prostituzione. Le nostre spiegazioni non servirono a nulla, ci hanno portati dritto alla tristemente celebre stazione della Polizia Nazionale Rivoluzionaria "La Quinta".

C'erano circa 40 donne, molte piangevano e la maggior parte non superava i sedici anni. Secondo quello che mi ha detto una di loro, quelle che erano della provincia sarebbero state mandate in prigione, mentre le altre alle loro rispettive province ... Tutte sarebbero state processate.

L'istruttore mi fece un interrogatorio sgradevole ed esauriente, mi minacciò e mi disse che io non avevo le prove per dimostrare che non ero una prostituta, gli ho risposto che nemmeno lui aveva alcuna prova del contrario ...non gli sono piaciuta, e lui a me , men che meno .

Verso le quattro del mattino ho avuto almeno sette attacchi isterici perché non mi lasciavano telefonare né a mia madre né a mio fidanzato, aveva fumato contro la volontà del receptionist e avevo cercato di raggiungere più volte la cabina telefonica. Suppongo che la polizia aveva le scatole piene di me, la mia amica mi chiedeva sottovoce di stare calma ma non ce la facevo ... In quel momento credevo nel potere della normativa vigente e credevo di avere il diritto di chiamare mia madre.

Ci hanno lasciati andare alle cinque, ma io mi rifiutavo di uscire, chiedendo di essere portata a casa in una pattuglia, era tardi e avevo paura lo stesso di andarmene da sola. L'istruttore rispose: hai già una lettera di avvertimento per mignotta, non vorrai mica andartene con un'altra.

La mattina dopo io e mia madre eravamo presso il Ministero degli Interni, di fronte alla Piazza della Rivoluzione. Lei affermava che se avessimo fatto denuncia tutto si sarebbe risolto :mi avrebbero tolto la lettera di avvertimento e, inoltre, avrebbero punito l'istruttore... Povera mamma ... ci credeva proprio in quel momento!

Non voglio dettagliare l'ipocrisia estrema con cui il MININT ci ha onorate e riverite ,c'era addirittura un documento che diceva che la mia lettera di avvertimento era stata revocata e l'istruttore sospeso per un mese. Ero un po' scettica, dopo quindici giorni di lavoro burocratico mi sembrava che qualcosa non fosse chiara : perché non avevamo visto personalmente l'istruttore e i poliziotti che mi avevano arrestata?
Perché tutte le dichiarazioni erano cieche? .
Mia madre mi rassicurò e alla fine finì per dimenticare l'incidente.

Due anni dopo, il capo della polizia del quartiere ci ha fatto visita: risultava,finalmente, dopo ventiquattro mesi di verifiche che se ne erano accorti che non ero una battona, e mi toglievano la maledetta lettera di avvertimento , che era rimasta lì per tutto questo tempo.

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